San Paolo Apostolo Patrono di Palazzolo Acreide (SR)

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L’arrivo di Montalbano a Noto ha scatenato i turisti, i fans e i tanti appassionati che hanno raggiunto i luoghi del set. Ma anche la città montana patrimonio dell’umanità per anni è stato un piccolo set per grandi produzioni cinematografiche e televisive. Sembra strano pensare a Palazzolo e al suo centro storico come sede di grandi produzioni, ma già nel 1975 fu il regista Luigi Zampa a lanciare sugli schermi le meraviglie del set naturale di Palazzolo con “Gente di rispetto”.

Tra il quartiere di San Sebastiano recitarono Franco Nero e Jennifer O’Neil. Poi fu la volta della famosa “Cavalleria rusticana” che con la regia di Zeffirelli vide la presenza di Yelena Obraztsova e Plàcido Domingo. Nel 1993 arrivò il film che consacrò Palazzolo come set cinematografico, con “Storia di una Capinera”, sempre di Franco Zeffirelli che tra la masseria “case Musso”, Contrada Vallefame, masseria di Contrada Cavadonna e il quartiere di San Paolo girò le scene del famoso film ispirato alla novella di Giovanni Verga.

Poi arrivò Roul Bova, che giovanissimo girò per la gioia di tante fans palazzolesi, diverse scene della “Lupa” andato in onda nel 1995 con Monica Guerritore, Raoul Bova, Michele Placido, Giancarlo Giannini e la serie “La Piovra 8”, con la regia di Battiato, nel quartiere di San Paolo. Gli ultimi a scegliere Palazzolo come set furono l’attore Antonio Albanese nell’esilarante film “la fame e la sete” girato nel 1999 tra il centro storico e la zona archeologica e i comici Ficarra e Picone, che nel 2001 girarono quasi tutto “nati stanchi”, diventato un cult della commedia italiana, tra gli antichi quartieri di San Sebastiano e San Paolo.

Sono passati oltre dieci anni, ma il ricordo delle produzioni potrebbe diventare una leva per il “cineturismo”: ovvero quello dei turisti che vanno alla ricerca dei luoghi dove sono stati girati i film. Basti pensare a Montalbano e al flusso turistico che ha creato nei luoghi dove è ambientata l’ormai celebre Vigata. Un’opportunità forse ancora non del tutto persa, che deve però essere valorizzata da chi si occupa di promozione, marketing territoriale e magari con la creazione ad hoc di una piccola film commission “nostrana” per i comuni montani, in grado di creare ricadute per varie categorie economiche: alberghi, ristoranti, negozi e maestranze locali.

 

Maurizio Aiello